Aiuto per bambini fragili a Scampia

57810875_1624011278852392_r.jpegQuando sentiamo parlare di 'Scampia' che cosa pensiamo e colleghiamo con questa parola?

Stiamo bene... molto bene! 
Abbiamo il giudizio veloce. Molto veloce! Ma la profondità dov'è? 
Abbiamo mai fatto un unico passo, nelle scarpe di un bambino, un ragazzo o una madre o un padre di 'Scampia' ???

Disperazione e speranza... TU DA CHE PARTE STAI ???

Giudicare o proviamo insieme a migliorare qualcosa, aiutare e avere empatia... dai fai parte anche TU !!!

 

Don Luigi Palazzolo diceva:
“Ci vuole cuore largo per fare il bene”…e tu da che parte stai???? 

Suor Debora di Bergamo è a Scampia ed ha un sogno: realizzare il progetto “man’e’man”.
Per poter coinvolgere sempre piùbambini serve urgentemente un pulmino, che possa portare i piccoli al suo centro educativo e riaccompagnarli a casa dopo le attività.
Aiutiamo Suor Debora a dare dignità a questi bambini e , con essi, alle loro famiglie; aiutiamola a contribuire alla loro crescita educativa ed emotiva per migliorare le loro condizioni ed a dar loro la speranza di un futuro migliore.
Mettiamoci al fianco di Suor Debora ed aiutiamola a migliorare la qualità della vita nel nostro territorio.

 

Il Progetto Man’e’man’ si racconta già a partire dalla sua denominazione.

Man’e’man’ può significare, infatti, mano nella mano o mano a mano: racconta quindi un percorso di accompagnamento che ci vede camminare accanto ed un percorso che prevede una certa gradualità, un’estensione di tempo che ne favorisce l’efficacia. Ma…chi e accanto a chi?

Il progetto è stato pensato da un gruppo di giovani professioniste che da 4 anni, insieme alle suore di Scampia, cercano di realizzare proposte per offrire opportunità di crescita ai bambini e alle famiglie fragili del territorio, con l’intento di contrastare la povertà educativa e di favorire percorsi di crescita altrimenti resi difficili o addirittura negati, dalle condizioni famigliari e dal contesto sociale di appartenenza.

Abbiamo iniziato attivando un laboratorio in una scuola dell’infanzia; uno spazio in cui, attraverso la musica, le favole e l’attività espressiva, si dava voce alle emozioni e si coinvolgevano le mamme in alcuni eventi per generare una relazione di fiducia. In questo spazio ci siamo resi conto della necessità di investire maggiormente ed in modo più significativo. Soprattutto abbiamo rilevato come già nell’età prescolare (3-4-5-anni), si stabilissero nel bambino delle condizioni che già limitavano di molto la possibilità di un processo educativo capace di far emergere e crescere attitudini e talenti di diverso tipo. L’autostima molto bassa, confermata dalle considerazioni dei genitori che spesso hanno vissuto le medesime dinamiche; la poca conoscenza delle proprie abilità; la noia dei metodi didattici tradizionali: sono parte di queste condizioni limitanti.

Perciò abbiamo voluto sperimentare uno spazio in cui i bambini, accompagnati da relazioni attente in attività e laboratori, potessero sentirsi preziosi, riconoscersi capaci di, scoprirsi interessati e curiosi ad imparare giocando o sperimentando. Uno spazio che poi diventasse opportunità anche per le famiglie di guardare in modo nuovo i loro bimbi e di sentirsi meno sole nel confronto, spesso molto faticoso, con l’Istituzione scolastica.

Quest’anno hanno aderito al progetto 15 famiglie e abbiamo potuto aprire 2 giorni alla settimana, non fermandoci mai, avendo con noi molti bambini riconosciuti della “categoria fragile”. Lo abbiamo potuto fare grazie ad un piccolo contributo della Fondazione Banco di Napoli che ci ha fatto sostenere 2 operatori e le spese di materiale e grazie alla disponibilità di 9 volontari che

hanno aiutato nelle attività e nell’accompagnamento in auto dei bambini da casa al centro e dal centro a casa. Abbiamo già una lista di 18/20 bambini per il prossimo anno ed il sogno di poter aprire 5 giorni su 7, implementando operatori e volontari opportunamente formati.

Sperimentandoci in questo primo anno riconosciamo che potremmo dare un miglior servizio avendo la disponibilità di un pullmino che ci aiutasse nei trasporti. Vogliamo quindi coinvolgere quante più persone per sostenerci nel migliorare la qualità di questa proposta coinvolgendovi nel sogno che anche a noi sta tanto a cuore: prenderci cura del tesoro prezioso custodito nella vita di tante famiglie con i loro piccoli, un tesoro che molto spesso rimane nascosto o viene sciupato e calpestato da un sistema sociale espulsivo perché fa fatica a ripensarsi e riorganizzarsi a partire da chi rischia di restare sempre fuori e di cadere poi nelle maglie della rete di un sistema illecito che si propone come sola alternativa.

Don Luigi Palazzolo diceva: “Ci vuole cuore largo per fare il bene”…e tu da che parte stai???? Se ci vuoi aiutare…

Istituto delle suore delle Poverelle

Iban IT88N0538711113000042660309

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Organizzatore

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Organizzatore
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